LA DREADNOUGHT
LA DREADNOUGHT
Fra Ottocento e Novecento, dopo l’abbandono delle artiglierie in murata e la loro installazione in torri corazzate brandeggiabili, si diffonde la tendenza a imbarcare sulle navi da battaglia l’armamento principale in pezzi di più calibri complicando il problema delle direzioni di tiro e rendendo necessari eterogenei depositi di munizioni. Sorge quindi la necessità di una nave con una potenza di fuoco elevata e uniforme, che semplifichi il munizionamento e la condotta di tiro.
La progettistica navale si muove in questo senso in Italia e soprattutto in Gran Bretagna, dove l’ammiraglio John Fischer sostiene l’idea di una corazzata veloce e monocalibro già nel 1900. Qualche anno dopo, su un’idea dell’ammiraglio Giovanni Bettolo, il colonnello del genio navale Vittorio Cuniberti progetta una piccola corazzata in due versioni: una da 8.000 tonnellate, otto cannoni e una velocità di ventidue nodi; l’altra da 17.000 tonnellate, dodici cannoni e pari velocità. I progetti vengono giudicati troppo costosi, ma Cuniberti ottiene il permesso di divulgarli: appare dunque sull’edizione del 1903 dell’annuario “Jane’s fighting ships” uno studio dal titolo Una nave da battaglia ideale per la Marina inglese.
Questa pubblicazione porta a livello di progetto concreto l’idea di Fisher che, divenuto nel 1904 primo lord del mare, punta alla realizzazione della nuova unità monocalibro. Nel 1905 viene così impostata la Dreadnought (“senza paura”) e i lavori procedono con grande rapidità. La nuova nave è varata il 10 febbraio 1906 ed entra in armamento il primo settembre. Oltre all’artiglieria di nuova concezione, la Dreadnought è anche la prima nave mossa da turbine.
Le marine di tutto il mondo si adeguano ben presto al nuovo indirizzo, e articolano la propria dotazione di grandi unità di linea in “pre-dreadnought”, “dreadnought” e “super-dreadnought”. I tedeschi non rispondono subito, per non irrigidire ulteriormente i rapporti con la Gran Bretagna e per evitare l’ampliamento immediato del canale di Kiel, ma nel 1907 allestiscono anch’essi le prime monocalibro (le classi “Nassau” e poi le “Helgoland”, “König” e “Kaiser”), seguite dalle “Baden” e “Bayern”, con otto cannoni da 380 mm. Gli inglesi rispondono mettendo in mare la King George V e la Iron Duke, che imbarcano il 343 mm, e fra il 1915 e il 1917 fanno entrare in servizio dieci “super-dreadnought” delle due classi “Warspite” (Valiant, Malaya, Barham, oltre alla capoclasse) e “Royal Sovereign” (Royal Oak, Resolution, Ramillies, Revenge, oltre alla capoclasse), armate con pezzi da 381 mm. Con opportuni rimodernamenti negli anni Trenta, queste navi costituiranno il nerbo della linea da battaglia della Royal Navy nel secondo conflitto mondiale.