LA SCONFITTA DEL MOVIMENTO OPERAIO
LA SCONFITTA DEL MOVIMENTO OPERAIO
Prima ancora che ci siano vincitori, c’è dunque già un evidente sconfitto: il movimento operaio internazionale, nonostante le sue parole d’ordine pacifiste e antimilitariste, non solo non è riuscito a impedire lo scoppio del conflitto, ma neppure che l’opinione pubblica dei vari paesi coinvolti risponda con l’adesione entusiasta. In tutte le potenze europee prevale la concordia interna di fronte al nemico: contro l’autocrazia degli zar in Germania, contro il tradizionale avversario germanico nella Francia revanscista, in difesa dello slavismo dalla minaccia tedesca e ottomana in Russia, sull’onda dello sdegno per l’aggressione tedesca al Belgio neutrale in Gran Bretagna. Ovunque i lavoratori marciano comparti sotto le bandiere dei rispettivi eserciti, coinvolti in quelle “unioni sacre” che hanno ricompattato la società nel segno del nazionalismo.