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I CANI DI SCHOPENHAUER

I CANI DI SCHOPENHAUER

Arthur Schopenhauer, il filosofo tedesco caratterizzato da un cupo pessimismo (teorizzò che la vita è un periodo che oscilla tra il dolore e la noia, e che <<tutte le cose sono in travaglio, senza che nessuno sappia spiegarne il motivo>>), era un misogino e anche misantropo, incline a trovare negli uomini soprattutto difetti. Fu invece in appassionato amante degli animali, in particolare dei cani (era anche vegetariano!).

Per di più, Schopenhauer scrive che chi non ama gli animali non ama nemmeno gli uomini, e che <<chi non ha mai posseduto in cane non sa che cosa significhi essere amato>>.

Il suo cane prediletto era un barboncino bianco che si chiamava Atman (termine sancrito che significa <<anima del mondo>>), con il quale faceva lunghe passeggiate. La tradizione afferma che, allorché si arrabbiava con Atman, Schopenhauer lo insultasse chiamandolo Mensch, <<uomo>>! Si racconta inoltre che avesse anche tre cani ai quali, in segno di disprezzo nei confronti dei filosofi idealisti che allora andavano per la maggiore, aveva imposto i nomi di Hegel, Schelling e Fichte.

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