ERACLITO E LO STERCO DI MUCCA
ERACLITO E LO STERCO DI MUCCA
Eraclito di Efeso, il filosofo del divenire e del pánta rhéi, <<tutto scorre>>, di famiglia nobile e piuttosto disdegnoso di carattere, ci viene presentato dalla tradizione anche come un superbo spregiatore dei suoi concittadini, ai quali augurò di essere tutti impiccati.
In odio alla sua città, a un certo punto, pur di non vedere nessuno si ritirò nel tempio di Artemide, dove visse in isolamento, dedito alle sue meditazioni.
Trascorse i suoi ultimi anni sui monti, cibandosi solo di erbe e di verdure (vegetariano stretto!), finché non si ammalò di idropisia e si gonfiò terribilmente. Rientrato a Efeso, si convinse che per guarire avrebbe dovuto immergersi nello sterco animale, in modo che il calore di quest’ultimo lo liberasse dal malanno. Ma non andò affatto così: secondo una versione fu lo stesso sterco avrebbe soffocarlo; secondo un’altra, non essendo riuscito a staccarselo di dosso, Eraclito fu divorato dai suoi stessi cani, che non lo riconobbero.